November 16, 2016
Un viaggio nella musica indipendente: Milano e Roma

Un viaggio nella musica indipendente: Milano e Roma

La musica rappresenta, da sempre, il codice universale che attraversa le culture giovanili da una parte all’altra del pianeta. È sinonimo di libertà di pensiero e di affermazione culturale. Nel corso degli anni i testi delle canzoni hanno affrontato tematiche proprie delle vite quotidiane degli adolescenti quali l’amicizia, la libertà, l’amore e le lotte contro le ingiustizie e il sistema che hanno caratterizzato il nostro Paese. Con l’avvento del XXI secolo la musica si è trasformata in un fenomeno culturale, espressione di identità, di aggregazione, di scambio delle nuove generazioni: i giovani si esprimono e dialogano attraverso un proprio linguaggio. Concerti, festival e manifestazioni dedicate alla musica si sono trasformati in momenti di aggregazione di giovani con culture differenti ma accomunati dallo stesso mood musicale. 

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La sensibilità verso il tema della musica quale sinonimo di evento culturale e sociale è divenuta, col tempo, sempre maggiore. Fra pochissimi giorni, infatti, Roma sarà teatro della prima edizione dellIndependent Label MarketNata a Londra nel 2011, dopo aver toccato le città più importanti del panorama musicale internazionale quali Londra, New York, Berlino e Toronto la giornata, volta alla celebrazione della musica indipendente, sbarca, il prossimo 20 novembre, nella capitale. Il festival prevederà musica dal vivo, workshop e un vero e proprio market discografico in cui gli appassionati potranno acquistare ciò che desiderano direttamente dai “produttori”.

musica indipendente

Alla vigilia di questo importante evento abbiamo deciso di intraprendere un viaggio nella musica indipendente quale fenomeno culturale di rilievo che ha coinvolto vecchie e nuove generazioni di 2 grandi città italiane: Milano e Roma.

#Milano

Città in continuo sviluppo e sensibile alle influenze internazionali, Milano viene da sempre associata all’industria musicale. Nonostante i primi tentativi di fare musica indipendente risalgano agli anni sessanta, sarà necessario attendere l’avvento del decennio successivo per assistere allo sviluppo della discografia indipendente e alle prime proposte artistiche operative. In seguito al declino dei movimenti di contestazione che caratterizzarono quegli anni, nacquero i centri sociali, anche detti circoli giovanili del proletariato, destinati ad influenzare radicalmente la scena musicale milanese e nazionale. Fra i più importanti si ricordano il Santa Marta e il Leoncavallo, quest’ultimo a carattere prettamente politico. Erano gli anni in cui il punk modificava il modo di pensare degli attivisti dei centri sociali che divennero teatro, per la prima volta, di iniziative a carattere culturale, i primi concerti. I centri sociali rappresentavano “pezzi di città conquistati” in cui si mescolavano diverse culture, destinati a influenzare lo sviluppo culturale della città.

Musica indipendente

Fu in quegli anni che nacquero le prime due case discografiche indipendenti. Da un lato vi era la cooperativa “Orchestra, etichetta “comunista”, attiva nel campo della produzione discografica e dell’organizzazione di concerti la cui attività cessò agli inizi degli anni ottanta. Dall’altro la “Cramps Records, nata con l’intento di produrre e dunque valorizzare gli artisti più all’avanguardia dell’epoca, che difficilmente trovavano collocazione nel circuito discografico nazionale. Quest’ultima chiuse i battenti agli albori del nuovo decennio. Gli anni ottanta portarono con sé un nuovo modello di musica indipendente che, a partire da quel momento, influenzò l’industria musicale. Nacquero i primi club, si ricordano il Bloom di Mezzago e il Jungle Sound. Ben presto divennero simbolo di aggregazione di giovani musicisti accomunati da uno stesso ideale: occupare il proprio spazio e comunicare con il proprio linguaggio riscoprendo se stessi. 

Bloom di Mezzago, indie

Lo sviluppo della musica indipendente, tra la fine di quel decennio e l’inizio degli anni novanta, si deve a Manuel Agnelli, leader degli Afterhours, che con la sua etichetta discografica, Vox Pop, divenne un punto di riferimento della musica indipendente milanese e non solo. Il 1997 fu un anno chiave nella scena indie in quanto segnò l’avvento della musica d’autore con la pubblicazione di “Hai paura del buio degli Afterhours, il primo album di Cristina Donà, e l’elettronica dei Bluvertigo. Ancora oggi Agnelli è un punto di riferimento nella scena musicale indipendente per i giovani artisti: da i Marta sui Tubi, milanesi d’adozione, a Dente con cui Milano è divenuta il centro di una rinata musica d’autore.

#Roma

Anche se la musica indipendente è arrivata tardi, la maestosa capitale in soli vent’anni è diventata un’importante e poliedrica città della musica indie italiana. La scena indipendente romana, a differenza di quella milanese fortemente influenzata dalle tendenze punk internazionali, ha radici nella musica cantautoriale alternativa di protesta. La musica underground romana emerse con un decennio di ritardo rispetto alle altre città italiane. Gli anni novanta furono caratterizzati dall’esplosione del rap e dalla necessità, avvertita dai giovani artisti, di esprimersi raccontando nuove storie dopo l’invasione delle classifiche, avvenuta negli anni ottanta, da parte della musica inglese. Portatore di questo cambiamento fu un gruppo di artisti rap, Onda Rossa Posse, che fece esplodere la scena dei centri sociali, i quali divennero luoghi di libertà e sviluppo della creatività dei giovani.

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Ben presto divennero uno strumento con cui gli “emarginati” potevano dar voce ai loro pensieri mediante un’opera d’arte, dai graffiti alla musica, rivendicando il loro posto nella società. Culle di questo fenomeno furono il quartiere San Lorenzo e l’Università “La Sapienza” dove, in poco tempo, si diffuse il movimento di contestazione “PanteraLa svolta nella scena musicale romana si deve anche all’etichetta discografica “Gridalo Forte che promuoveva gruppi socialmente impegnati, i quali occupavano centri sociali, partecipavano a cortei e manifestazioni contro il fascismo e la corruzione della classe politica dirigente. A tal proposito, fu rilevante l’avvento della “Banda Bassotti, non facilmente identificabile in un genere musicale ben preciso, i cui testi, mediante un linguaggio periferico, rappresentavano la voce della classe operaia. 

La pantera

Oggi sono diverse le band che, mescolando vari generi dal metal alla tradizione popolare romana, raccontano con un linguaggio semplice e diretto le storie dal basso: dai “Il muro del canto a “I Cani ed, infine, al giovane cantautore “Calcutta con cui Roma continua a battere il suo tempo. Il nostro viaggio nella musica indie termina qui. È importante conoscere il passato per interpretare il presente e magari non farsi trovare impreparati nel futuro. Il mondo della musica è in continua evoluzione e sensibile alle varie influenze. Ci riserverà nuovi orizzonti e nuove tendenze?

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