Il prossimo 8 novembre si terrano le elezioni che eleggeranno il quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti d’America. Dopo 8 anni e due mandati consecutivi, l’attuale presidente – il democratico Barack Obama – dovrà lasciare la presidenza in quanto ineleggibile secondo il principio dei due mandati previsto dal XXII emandamento della Costituzione statunitense.

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I due partiti principali, come da consuetudine, hanno scelto i rispettivi candidati alla presidenza nell’estate del 2016, al culmine di elezioni primarie.

A sfidarsi per la poltrona politica più importante del mondo ci sarà da un lato l’ex Segretario di Stato ed ex First Lady Hillary Clinton, candidata di sponda democratica. Hillary, forte della sua esperienza politica pregressa, a differenza del suo sfidante Trump, già dalle prime fasi della campagna ha potuto contare sul supporto dell’endorsement della stragrande maggioranza degli esponenti del suo partito.

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I repubblicani invece  hanno scelto Donal J. Trump, ricco imprenditore e personaggio televisivo che al contrario della sua rivale ha sostanzialmente diviso il partito senza riuscire a far convergere su se stesso le varie correnti ed i maggiori esponenti repubblicani.

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I due principali candiati, si sono contraddistinti per le notevoli differenze sia di programmazione politica, sia di stile: la Clinton come candidata moderara e di esperienza; Trump come candidato anti-sistema e spregiudicato su particolari temi come quelli economici e l’immigrazione.

Nei mesi precedenti al voto, come consuetudine le polemiche e gli scandali non sono mancati, sia su un fronte che sull’altro, incendiando e rendendo ancora più incandescenti i toni di questo importantissimo duello politico.

La Clinton non è nuova a polemiche, infatti già nel 1998, la sua vita privata divenne oggetto di un gran numero di polemiche e speculazioni a seguito del cosiddetto «scandalo Lewinsky», noto anche con la definizione di «Sexgate», quando l’allora presidente Bill Clinton ebbe una relazione extraconiugale con una stagista della Casa Bianca, Monica Lewinsky.

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Nel marzo dello scorso anno, fu reso noto che Hillary Clinton – nel corso del suo mandato come segretario di Stato – aveva fatto abitualmente uso del proprio mail server privato per scambiare comunicazioni istituzionali tramite posta elettronica. In particolare, fu accertato che il server personale dell’ex First Lady aveva ospitato 113 messaggi contenenti informazioni riservate, tra cui 22 documenti classificati «top secret». Molti detrattori dell’ex senatrice criticarono aspramente tale condotta, ritenendola gravemente inappropriata e potenzialmente lesiva della sicurezza nazionale.

Le inchieste che sono seguite hanno portato, nel luglio del 2016, ad una indagine dell’FBI che ha giudicato il comportamento di Hillary Clinton «estremamente negligente» ma «non passibile di azione penale».

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Sulla sponda repubblicana, invece, Donald Trump – ‘’novellino della politica’’ in confronto ad Hillary – non è certamente da meno in quanto a “gaffe” e scandali che ne stanno condizionando pensantemente il cammino verso l’elezione. Nel mirino della critica sono finite inizialmente le sue dichiarazioni folkloristiche sulla politica estera americana, sull’immigrazione ed in particolare sulle donne.

Finora 11 testimoni hanno raccontato di come siano state oggetto delle attenzioni «hard» del candidato repubblicano, tanto da concentrare la sua campagna elettorale solo su questo tema. Ultima in ordine di tempo è Summer Zervos, ex concorrente dello show televisivo «The apprentice» – il talent scout che selezionava giovani promesse imprenditoriali, pensato e condotto dallo stesso Trump. Poche ore prima era spuntata un’altra accusa di molestie, quella di Kristin Anderson. La terza accusa di abuso risale a 23 anni fa: nel 1993, e successivamente nel 1997, Jill Harth denunciò il tycoon per «tentato stupro». La donna aveva scelto di non parlare della vicenda in pubblico  fino allo scorso maggio, quando Trump ha definito le sue accuse «senza valore».

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Le polemiche e gli scandali non sono mancati e di certo continueranno a ritmare la campagna elettorale delle presidenziali americane, alimentate dai consueti dibattiti televisivi dove i due candidati si scontrano e dibattono in merito ai loro programmi elettorali. Tutti e tre i dibatti televisivi (26 Settembre e 9 e 19 Ottobre) per il pubblico sono stati vinti dalla Clinton. La candidata democratica, a meno di clamorose sorprese, è ad oggi saldamente in testa a tutti i sondaggi, ma con un avversario fuori dagli schemi come Trump, e con l’ombra di imminenti nuove scottanti rivelazioni promesse da WikeLeaks a pochi giorni dal voto, nessuno dei due candidati potrà dormire sonni tranquilli.

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Curiosi, infine, gli appelli ed il sostegno che i due candidati stanno ricevendo dai loro sostenitori; quello hard di Madonna, nell’ambito di un suo concerto per la candidata democratica Hillary, è di sicuro quello più pittoresco e che farà più discutere.

Manca davvero poco all’8 novembre, non ci resta che continuare a seguire quello che succederà in queste settimane oltre oceano perchè in un modo o nell’altro queste elezioni segneranno il futuro degli americani e più in generale di quelli che non lo sono mai stati.

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3 commenti

aasofaep · November 30, 2016 alle 10:36 am

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Le #8 promesse di Trump che spaventano il mondo! - Benvenuti su StuDocu! · November 15, 2016 alle 2:05 pm

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