Dopo un giro del mondo durato 16 mesi, è finalmente atterrato ad Abu Dhabi l’aereo svizzero Solar Impulse 2, dimostrando che un futuro ecosostenibile per i trasporti è possibile. L’aeromobile in questione è infatti interamente alimentato a energia solare, ed è il primo a garantire la possibilità del volo notturno grazie all’energia immagazzinata durante il giorno.

Solar Impulse Route

L’aereo ha coperto una distanza di circa 42000 kilometri, circumnavigando la Terra, partendo ed atterrando ad Abu Dhabi. Il viaggio è stato composto da 17 tappe, di cui una, quella fra il Giappone e le Isole Hawaii, durata quasi 118 ore per una distanza di quasi 9000 km, facendo registrare il record di volo continuato più lungo (in termini di tempo) per un velivolo. Purtroppo durante questa tappa le batterie hanno sostenuto danni irreversibili dovuti al surriscaldamento, constringendo l’aereo ad uno scalo di diversi mesi.

Solar Impulse, un viaggio iniziato nel 2003

Dietro al progetto Solar Impulse ci sono lo psichiatra ed esploratore Bertrand Piccard (figlio del famoso oceanografo Jacque Piccard) e l’ingegnere pilota André Borschberg. Nel 2003 Piccard e Borschberg, in collaborazione con l’École Polytechnique Fédérale de Lausanne (EPFL), hanno condotto uno studio di fattibilità che li ha portati, nel 2009, alla costruzione del primo prototipo: Solar Impulse 1.

Bertrand PIccard e André Borschberg

Bertrand PIccard e André Borschberg

Il progetto, finanziato sia da privati che da enti pubblici, ha ricevuto fondi dal governo svizzero e dalla European Space Agency (ESA), arrivando a coinvolgere più di 50 ingegneri, 100 collaboratori esterni e 80 partner tecnici.

Specifiche tecniche di Solar Impulse 2

Dopo il successo del prototipo Solar Impulse 1, Piccard e Borschberg hanno deciso di continuare il loro progetto, costruendo, nel 2014, un nuovo veivolo chiamato Solar Impulse 2, con l’obiettivo di realizzare la circumnavigazione del globo utilizzando esclusivamente energia solare.

Solar Impulse Specs

L’aereo ha un’apertura alare di 72 metri, più larga di quella di un Boeing 747, ma ha un peso ridottissimo di appena 2,3 tonnellate (contro le 180 di un Boeing). Sulle ali sono poste 17000 celle fotovoltaiche che, grazie all’energia solare, caricano 630 kg di batterie al litio. I motori, elettrici, sono quattro. La velocità per ora è molto bassa: durante il tragitto l’aereo ha viaggiato a velocità medie comprese fra i 50 e i 90 km/h. Il veivolo inoltre può decollare autonomamente grazie alla spinta dei motori elettrici.

Un futuro migliore è possibile?

Il risultato ottenuto da Solar Impulse 2 è importantissimo. Il segretario dell’ONU Ban Ki-moon ha lodato l’impresa. “È una giornata storica, non solo per voi ma per l’umanità” ha riferito a Piccard nel corso di un incontro trasmesso sul sito di Solar Impulse.

Effettivamente, nonostante le evidenti limitazioni tecniche del velivolo, questo volo è la dimostrazione che le energie alternative e rinnovabili possono giocare un ruolo di rilievo nel futuro dei trasporti. C’è ancora molto da fare, ma il progetto ha avuto delle conseguenze tencologiche immediate. Durante la costruzione di Solar Impulse 2 sono stati realizzati, per esempio, pannelli solari con un rendimento superiore alla media, e inventate batterie più capienti e al tempo stesso più leggere.


1 commento

Lisa · January 31, 2017 alle 4:34 am

“Since the male can never care as much about the offspring, the power of choosing a partner is given to the fea;el&#8221mYour article is implicitly defining gender roles and stereotypes. Such thinking dictates that men can only be senseless creatures, who can not be nurturers and can only run helplessly after women for procreating purpose.

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