Vita da studenti November 16, 2017
Perchè studiare Filosofia nel 2017?

Perchè studiare Filosofia nel 2017?

La filosofia non dà certezze, ma, al contrario, alimenta i nostri dubbi. È questo il suo segreto. Il primo approccio con la materia potrebbe essere totalmente scioccante. Pensieri che si accavallano l’un l’altro senza un vero e proprio filo logico. L’uomo che esce dalla caverna e capisce qual è l’essenza della conoscenza. La proposta di una società governata da filosofi che si adoperano SOLO per il bene comune, e per nessun fine di tipo egoistico. Milioni di studenti guardano il libro senza capire propriamente cosa siano e a cosa portino quegli innumerevoli concetti apparentemente insensati.

Eppure, la filosofia racchiude in sé prospettive inaspettate, le quali si possono cogliere solo approfondendola, studiandola con passione, in qualche modo “assaporandone” l’essenza. Ciò che colpisce maggiormente è che leggendo un libro di Platone, Rousseau, Schopenhauer o Nietzsche troviamo ragionamenti e possibili soluzioni a domande che probabilmente ci siamo posti un’infinità di volte, senza magari condividerle con qualcuno. Prendendo d’esempio Schopenhauer, il quale è sempre stato etichettato come il pessimista per eccellenza, in realtà in lui troviamo riflessioni che tutti gli uomini realizzano almeno una volta nella vita.

filosofia studocu

 

La domanda potrebbe essere: ma la felicità esiste? E se esiste, come possiamo raggiungerla? Impossibile credere che qualcuno non si sia mai chiesto quale sia il metodo per essere maggiormente soddisfatto e realizzato nella propria vita. Ovviamente, la risposta del filosofo polacco non è per nulla positiva; infatti, egli crede che l’uomo sia governato al suo interno da ciò che lui definisce come “volontà”, un istinto che l’uomo non può controllare, ma può solamente rassegnarsi a conviverci. E quindi, all’uomo restano solo due soluzioni per alleviare il dolore: “Mitleid”, parola tedesca che significa “compassione”, ossia capire che anche l’altro soffre quanto (o forse più di) me e arrivare a sostenersi a vicenda; oppure la “noluntas”, il “non volere”: staccarsi da ogni forma materiale in modo tale da sottrarsi dal proprio istinto umano. Visione un po’ scettica che lascia solitamente senza parole, ma che forse racchiude in sé una triste e inaccettabile verità.

Facendo riferimento alla questione religiosa, troviamo opinioni totalmente contrastanti: si passa da Hegel, il quale vede in Dio la massima sintesi del processo dialettico esistente nella realtà in totale contrasto con Feuerbach, il quale capovolge totalmente la concezione di Dio. Feuerbach crede che Dio sia solamente una proiezione di ciò che l’uomo vorrebbe essere, la totale realizzazione del “potere” e “volere”, non completamente realizzabili nell’uomo. L’uomo aliena le proprie caratteristiche per proiettarle nell’entità divina; quindi, quanto più l’uomo pone in Dio, tanto più l’uomo toglie a sé stesso. Un processo inversamente proporzionale.

Una visione della divinità che ha scioccato totalmente la società a metà dell’800, ancora immersa nei dogmi immodificabili della Chiesa. Ma la cosa sorprendente, è che colpisce tutt’oggi, nel XXI secolo … forse perché troppi guardano ogni questione da un solo ed unico punto di vista, reputandolo l’unico adeguato.

Ma quindi cos’è la filosofia?

 

filosofia studocu

 

Eppure, partendo da questo esempio, di come Dio, il quale dovrebbe essere qualcosa di assoluto, possa essere considerato e analizzato da due prospettive totalmente differenti e in contrapposizione con loro, si può arrivare a comprendere che la filosofia è proprio questo. Non è una risposta, sono mille risposte. Non è una sicurezza, è un’incertezza. E quindi, a cosa può servire? È un approccio alla vita che cerca di accogliere e abbracciare tante angolazioni e non solo una, e permette in questo modo di ampliare i propri orizzonti. Perché proprio così, immedesimandosi in pensieri che di primo impatto faticano ad essere assimilati, si possono cogliere particolari e peculiarità della realtà, i quali rimanendo bloccati nella propria postazione non si riuscirebbero a vedere. Tutto questo si chiama “Amore per la sapienza”, tutto questo porta ad avere delle menti aperte e pronte ad assimilare nuove esperienze, nuove idee, nuove culture.

Questo è l’importante. Non è fondamentale conoscere quando è nato Hobbes, o in che anno Nietzsche ha pubblicato “Umano troppo umano”. L’importante è rendersi conto che i pensieri di Nietzsche, Hobbes, Aristotele ed Epicuro potrebbero essere i nostri. E tutti, dal più banale al più complesso, aiutano a formarci in quanto cittadini, in quanto persone che convivono con altre, in quanto Uomini.

 

Scritto da: Maria Lipari, NOA NOA

 

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