L’Italia è uno dei Paesi a maggiore rischio sismico del Mediterraneo, per la frequenza dei terremoti che hanno storicamente colpito il suo territorio e per l’intensità che alcuni di essi hanno raggiunto, determinado un drammatico impatto sociale ed economico. La sua sismicità è dovuta alla particolare posizione geografica, ed i tristi eventi che da mesi stanno interessando le regioni del centro Italia (Amatrice, Camerino, Norcia, ecc.) hanno chiarito più di qualsiasi altra spiegazione scientifica il significato delle parole precedenti.

Ogni volta che la terra trema e che un sisma provoca dei danni, ci si pone la stessa domanda: perché la scienza non è in grado di prevederlo?

Ad oggi, con la strumentazione di cui dispone l’uomo e con l’attuale livello scientifico non è possibile prevedere un terremoto. L’uomo, nel corso dei secoli, è riuscito ad accumulare un livello di progresso tecnologico immenso, tanto da essere in grado di volare, di esplorare pianeti lontani e persino di mettere in collegamento istantaneo persone a migliaia i chilometri di distanza, ma nonostante ciò siamo riusciti esclusivamente a comprendere da cosa sono generati i terremoti ma non a prevederli. Che cos’è un terremoto? Da cosa è generato?

Dopo il grande sisma di San Francisco del 1906, sappiamo che un terremoto è il risultato di un violento scivolamento (rottura) lungo una faglia che delimita due blocchi di roccia. Tale spostamento è generato dalle forze di natura tettonica che agiscono costantemente all’interno della crosta terrestre provocando la liberazione di energia in una zona interna della terra detta ipocentro (di solito localizzata al di sopra di fratture presenti nella crostra terrestre, così dette faglie). Dalle zone interne si propagano una serie di onde elastiche, dette “onde sismiche”, in tutte le direzioni dall’ipocentro, dando vita così al fenomeno osservato. Il punto in superficie posto sulla verticale dell’ipocentro si chiama epicentro e solitamente è il luogo dove il terremoto si manifesta in modo più violento.

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Lo stesso movimento delle zolle che nei secoli precedenti ha dato vita ai continenti che oggi conosciamo, rappresenta l’origine dei terremoti. In generale questi movimenti sono continui ed impercettibili, tuttavia in alcuni casi, a causa della maggiore energia accumulata, delle pressioni e degli attriti tra le masse rocciose, questo movimento diviene improvviso e repentino, dando vita così ad un terremoto. La pericolosità del nostro Paese è originata dalla sua particolare posizione geografica, infatti si trova proprio sul margine di due grandi placche: quella africana e quella euroasiatica, zone tettonicamente molto attive.

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La violenza di un terremoto è descritta sia dalla magnitudo che dalla sua intensità. Questi termini spesso confusi, si riferiscono a differenti ma correlate osservazioni. La magnitudo misura indirettamente l’energia rilasciata dal terremoto e si misura attraverso la Scala Richter, l’intensità invece indica gli effetti locali e potenziali in base ai danni prodotti e si misura attravero la Scala Mercalli. Per chiarire meglio le differenze, ogni terremoto ha un solo valore di magnitudo, ma diverse intensità, a seconda degli effetti locali prodotti, poiché questi variano secondo parametri quali la distanza dall’epicentro, la resistenza sismica delle strutture e le condizioni del suolo. Purtroppo, come abbiamo potuto verificare, gli effetti del terremoto sono imprevebili, dalla distruzione diretta di edifici e strutture, alla deformazione del suolo nelle zone limitrofe alla faglia o a quelle indirette come frane e maremoti.

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Storicamente e per la situazione geodinamica il territorio italiano è frequentemente soggetto a terremoti, conferendogli il primato in Europa per questi fenomeni. Su circa 1.300 sismi distruttivi avvenuti nel II millennio nel Mediterraneo centrale ben 500 hanno interessato l’Italia. La lista dei terremoti più forti degli ultimi 100 anni, parte sicuramente da quello di Messina del 1908 che causò più di 60.000 vittime.

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Dopo aver cercato di dare una panoramica completa sull’origine e le cause del terremoto, resta solo da capire come mai nel nostro Paese il terremoto e i problemi derivanti dal dissesto idrogeologico non siano percepiti come un pericolo imminente, essendo una costante che periodicamente si ripete negli anni. Verrebbe da chiederci come mai solo dopo l’ennesimo grave episodio che ha colpito il centro Italia si inizia timidamente a discutere di piani straordinari di azione per la messa in sicurezza delle zone a rischio del nostro Paese. Come mai nel nostro Paese ogni anno le vittime causate da eventi legati al distesto idrogeologico sono in continuo aumento?

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La risposta più semplice alle nostre domande è sicuramente riconducibile agli effetti dell’azione dell’uomo sul nostro pianeta. Negli ultimi anni si è registrato uno spaventoso aumento delle temperature, un aumento dei gas serra presenti nell’atmosfera e centinaia di miglia di animali e microrganismi sono già scomparsi o in via di estinzione. Questa non è solo una battaglia di qualche ecologista come qualcuno potrebbe pensare ma dovrebbe essere una battaglia di civiltà per il futuro del nostro pianeta e dei nostri figli! Mentre i “potenti della terra” giocano a costruire bombe atomiche, c’è un ecosistema ed un pianeta che stanno andando a rotoli, con la Terra sempre più incandescende e sempre più a rischio. Non esistono tante soluzioni, bisognerebbe agire ora che siamo ancora in tempo e non quando determinati percorsi naturali saranno irreversibili. L’uomo, ad oggi, non è ancora in grado di prevedere i terremoti, forse un giorno ci riuscirà, per ora di certo è in grado di prevenirli ed evitare che eventi natuali diventino ogni volta tragedie di cui piangere e poi dimenticarsi.

A view of collapsed and damaged houses in Pescara del Tronto, central Italy, 24 August 2016. ANSA/CROCCHIONI


1 commento

Josie · January 29, 2017 alle 7:49 am

I reokcn you are quite dead on with that.

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