La riforma costituzionale riassunta in #8 punti

Con il referendum costituzionale programmato per il prossimo 4 dicembre, gli italiani saranno chiamati a votare Sì oppure No in merito alla riforma Renzi-Boschi, approvata dal Parlamento lo scorso 12 aprile 2016.

La consultazione inizialmente prevista per ottobre ha subito uno slittamento in seguito al Consiglio dei Ministi del 26 settembre dove lo stesso premier Matteo Renzi ha annunciato la data.

Entrando nel merito della riforma e cercando di spiegarla brevemente abbiamo riassunto i punti essenziali del testo di legge, sui quali gli italiani saranno chiamati ad esprimersi.

riforma costituzionale

#1 Fine del bicameralismo perfetto

La riforma si propone il superamento del bicameralismo perfetto, caratteristica storica dell’assetto istituzionale italiano. La riforma infatti stabilisce che la Camera diventerà protagonista unica del procedimento legislativo eliminando il consueto ping-pong tra le due camere. Tale provvedimento consentirà di superare il precedente iter che prevedeva l’approvazione della stessa legge, con il medesimo testo, in entrambi i rami del Parlamento. La fiducia al Governo sarà data esclusivamente dalla Camera ed il presidente diventerà la seconda carica dello Stato.

vote

2# Riduzione del numero dei senatori

Il nuovo Senato passerà dagli attuali 315 membri ai futuri 100, eletti come diretta emanazione della autonomie locali. La composizione avverrà attraverso il seguente schema: 74 saranno consiglieri regionali, 21 saranno sindaci e 5 senatori a vita saranno nominati dal Presidente della Repubblica.senato

3# Nuove funzioni ai senatori

Solo per alcune tipologie di leggi ( leggi di revisione costituzionale, referendum popolari, legislazione comunitaria, legislazione elettorale, funzioni fondamentali di Comuni e città metropolitane e tutela delle minoranze linguistiche) le funzioni di Camera e Senato continueranno ad essere paritarie.

parlamento-italiano-riduzione-parlamentari

4# Elezione del Presidente della Repubblica

Con il sistema attuale partecipano all’elezione del Presidente della Repubblica i due rami del Parlamento più 58 rappresentanti delle Regioni ed i Senatori a vita. Con la nuova riforma i grandi elettori saranno 730 così divisi : 630 Deputati, 95 Senatori ed i 5 Senatori a vita. Nelle prime tre votazioni allo stesso modo dell’attuale sistema occorre la maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti dell’Assemblea per l’elezione (66%), dal quarto al sesto la maggioranza di tre quinti (60%) e dal settimo la maggioranza di tre quinti dei votanti.

Il Presidente della Repubblica avrà la facoltà di sciogliere esclusivamente la Camera dei Deputati e non più anche quella del Senato.

presidente mattarella

5# Eliminazione definitiva delle Provincie ed abolizione del Cnel

La riforma Boschi abolisce definitivamente le Provincie. La Repubblica sarà costituita da Comuni, Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato.

Il Cnel, attualmente composto da 64 consiglieri, è un organo ausiliario previsto dalla Costituzione con una funzione consultiva in materia di economia e lavoro. Il DDL Boschi ne prevede la soppressione.

cnel

#6 La Consulta

I 5 giudici della Corte Costituzionale che oggi sono eletti dalle Camere in seduta comune saranno eletti separatamente: 3 dalla Camera e 2 dal Senato.

consulta

#7 Riforma del Titolo V della Costituzione, competenze Stato-Regioni

Con la riforma Renzi-Boschi molte delle competenze che con la riforma del 2001 passarono dallo Stato alle Regioni, in un’ottica federalista, torneranno in capo allo Stato. Ad esempio mercati assicurativi, promozione della concorrenza, previdenza complementare e integrativa, tutela e sicurezza del lavoro, protezione civile, beni culturali e turismo.
Lo Stato si occuperà della legislazione di principio e generale, lasciando alle Regioni quella specifica, su alcune materie, tra cui: tutela della salute, politiche sociali, sicurezza alimentare, istruzione e ordinamento scolastico.

stato-regioni#8 Non ci sarà bisogno del quorum

Non sarà necessario il raggiungimento di un quorum. A differenza del referendum abrogativo, non è necessario che voti il 50 per cento più uno degli aventi diritto. La riforma entrerà in vigore se il numero dei voti favorevoli sarà superiore al numero dei voti contrari.

La discussione nel merito della riforma è ormai entrata nel vivo.

Chi vincerà tra il Sì o il No? Noi speriamo che questa volta a vincere sia davvero l’Italia!

yes-no

 

 


1 commento

Paulina · January 29, 2017 alle 8:01 am

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