Vita da studenti September 11, 2017
Ansia. Reazione normale o disturbo vero e proprio? – La Dott.ssa Carlotta Cristiani risponde

Ansia. Reazione normale o disturbo vero e proprio? – La Dott.ssa Carlotta Cristiani risponde

Gli anni dell’università appartengono a uno dei periodi più eccitanti e unici della vita ma, come ogni studente sa, non tutto è sempre rose e fiori!  Il passaggio ad una nuova fase di vita, densa di nuove sfide e cambiamenti, apre le porte a nuove opportunità ma può anche essere un’esperienza che mette a dura prova il nostro benessere psicofisico e creare una forte ansia.

Molte ricerche infatti dimostrano che i giovani adulti dai 18 ai 30 anni sono più vulnerabili allo stress psicologico  rispetto alla popolazione generale. Capire chi siamo e cosa vogliamo fare della nostra vita è un compito arduo, complici anche la natura caotica dell’economia attuale – in particolar modo la crisi del mondo lavoro – una società sempre più globale e le nuove tecnologie che sempre più influenzano le nostre esistenze.

Durante il periodo dell’università e la prima età adulta ci mettiamo alla prova non solo nello studio ma anche e soprattutto nella difficile arena delle relazioni sociali, dell’identità sessuale, dell’autonomia individuale, delle amicizie e dei rapporti sentimentali e le difficoltà psicologiche che emergono in questo importante periodo di transizione possono durare anni, forse per tutta la vita.

Non sorprende dunque che, come molte ricerche dimostrano, i giovani adulti sperimentino un grado di stress maggiore rispetto alle altre fasi di vita e abbiano maggiori possibilità di soffrire di ansia e di depressione e problemi di autostima.

Cercare di conciliare studio, lavoro, svago, amicizie e famiglia, oltre a pensare a cosa ci riserba il futuro rappresenta  in sostanza la vita quotidiana dello studente alla quale molti di noi imparano, col tempo, a fare fronte. Ma cosa succede quando l’ansia diventa così intensa e incontrollabile da dominare la nostra vita quotidiana?

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Ansia normale o disturbo d’ansia?

La capacità di provare ansia è una capacità innata degli esseri umani. E’ parte della risposta di attacco o fuga, ossia ciò che ci permette di agire o scappare quando ci troviamo di fronte a un pericolo. È quindi una risposta del tutto normale e adattiva di fronte a situazioni di incertezza o di pericolo. Se però anche semplici eventi quotidiani e di routine scatenano in noi reazioni di ansia intensa e persistente allora possiamo trovarci davanti ad un vero e proprio disturbo d’ansia.

Qual è la differenza?

Qual è il confine tra uno stato di agitazione motivato da una circostanza potenzialmente ansiogena, come ad esempio un esame, e un disturbo d’ansia?

Ecco alcuni segnali a cui prestare attenzione:

  • Ansia e stress per un evento quale un esame imminente o una relazione finita male sono normali ma corri ai ripari se si prolungano al punto tale da costituire un ostacolo alle tue attività quotidiane e la tua vita sociale
  • Capita a tutti a volte  di sentirsi in imbarazzo o di vergognarsi in situazioni sociali. Evitare però di stare in mezzo alle persone per timore di essere giudicato o umiliato può essere  sintomo di un disturbo d’ansia.
  • Nota se eviti o provi un timore irrazionale per luoghi o situazioni che non presentano alcun pericolo obiettivo.
  • Tremare, sudare e avere il cuore che batte poco prima di un esame orale o un altro evento importante è una reazione normale. Se però sperimenti ripetuti di panico e hai una sensazione di catastrofe imminente, è consigliabile non sottovalutare la situazione.
  • Ansia, tristezza, difficoltà a dormire sono sintomi normali di un evento traumatico. Se però soffri di incubi frequenti, flashback, o ottundimento emotivo a causa di un evento traumatico che hai vissuto in passato, questo stato di ansia può cronicizzarsi e sfociare in patologia.

Che cosa fare in caso di ansia?

Esistono molte cose che possiamo fare per gestire l’ansia e minimizzare l’impatto che ha sulle nostre vite. Da semplici accorgimenti quotidiani a interventi più radicali, vediamo quelli più efficaci:

  • Prendiamoci cura di noi. L’ansia influenza sia la nostra psiche che il nostro corpo. Per minimizzarne gli effetti è quindi necessario prenderci cura, oltre che della nostra salute psichica, anche di quella fisica. Mangiare in modo regolare, dormire a sufficienza, praticare attività fisica e dedicare tempo alle nostre passioni e ai nostri hobby sono tutte attività che possono minimizzare l’impatto dell’ansia. In particolar modo è meglio evitare il consumo di alcol e droghe, sostanze che notoriamente amplificano i sintomi dell’ansia.
  • Diamo spazio ai sintomi dell’ansia. Per quanto controproducente e pericoloso possa apparire dare spazio alle nostre sensazioni di ansia, evitare, negare e sopprimere a tutti i costi tali sensazioni non fa altro che peggiorare la situazione.

Il più delle volte infatti, l’ansia è un segnale che qualcosa nelle nostre vite non sta andando come vorremmo. Imparare a restare a contatto con i sintomi, siano essi fisici che psichici, può fornirci preziose informazioni su di noi e sui nostri bisogni più autentici e profondi.

  • Circoscriviamo la nostra ansia. L’ansia non è un’esperienza unica ed uguale per tutti, bensì, come tutte le esperienze umane, è profondamente soggettiva. Quando provi ansia? In quali situazioni? In presenza di chi? Scopri che cosa scatena la tua ansia e nota se ci sono elementi ricorrenti e significativi.
  • Ricordare che noi non siamo la nostra ansia. Come chi soffre di ansia ben sa, tendiamo ad identificarci totalmente con i nostri sintomi. Ecco allora che iniziamo a essere bombardati da pensieri quali “Se fossi più forte non soffrirei di ansia”, “Non ce la farò mai”, “Nessuno a parte a me va nel panico il giorno dell’esame” , il che, naturalmente, non fa che alimentare la nostra ansia. È bene ricordare che invece molto spesso è proprio  il modo in cui noi percepiamo e giudichiamo noi stessi, più che la situazione in sé, a farci cadere nella trappola dell’ansia.
  • Non sottovalutiamo i sintomi dell’ansia e cerchiamo aiuto. Se i sintomi dell’ansia sono persistenti e invalidanti è importante intervenire subito. Un disturbo d’ansia non diagnosticato può incidere sul rendimento accademico, portare all’abuso di sostanze e, in casi estremi alla depressione. La cosa migliore è rivolgersi a un professionista della salute mentale in grado di fare una diagnosi e impostare il trattamento necessario.

 

Dott.ssa Carlotta Cristiani, psicologa psicoterapeuta

Per contatti: www.carlottacristiani.it

 

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